Dentro me

Per un 2018 pieno di salute amore e TEMPO

04.01.2018 07:20
Finalmente riesco a sentire il tic tac delle lancette, è notte e tutto sembra scorrere più lentamente... ma non è così, il tempo non è nient'altro che la dimensione con cui si misura il trascorrere degli eventi, è semplicemente fredda matematica e io ho sempre avuto dei grossi problemi con la...

Wild Bus

18.10.2017 01:57
Ciao Marco Mathieu, quando riaprirai gli occhi, vedrai quante persone hanno sentito il bisogno di raccontare un aneddoto vissuto con te o che ti riguarda. Ci vorrà almeno una settimana per leggere tutti i messaggi che i tuoi amici ti hanno mandato in questi mesi. Questa notte il cielo è sereno,...

Il popolo del web

30.06.2017 01:58
Non frequento più molto facebook, un po' di anni fa lo trovavo più interessante, poi sono arrivate le bufale, le notizie incredibili, le pagine acchiappalike, quelli che fanno i post in stampatello che iniziano sempre con le tre croci +++ Appena apro fb e vedo nella home queste cose mi viene subito...

Entrare di sera in una casa vuota

11.02.2017 21:25
Entrare di sera in una casa vuota mi lascia un senso di sconfitta. Rumori ovattati di tv accese arrivano dagli appartamenti vicini, individui che hanno terminato la cena e finalmente si rilassano, orgogliosi di aver interpretato perfettamente il ruolo assegnato loro di persone normali, magari fra...

L'anno in cui il Natale arrivò a luglio

29.12.2016 03:01
Dirò una cosa che a molti sembrerà incredibile: a me George Michael non è mai piaciuto. E' scontato dire che mi spiace per la sua morte prematura. Sto parlando solo del mio punto di vista musicale. Non ho mai dato una particolare importanza alla tecnica musicale o vocale che oggi, soprattutto...

L'ipocrisia delle fiaccolate

01.07.2016 23:53
Ogni giorno si sentono notizie di violenze che sconvolgono piccoli comuni dove si conoscono tutti, posti tranquilli, dove non succede mai niente. Come reazione gli abitanti indignati reagiscono sempre con una fiaccolata. Di più non si può sperare, pensano di sconfiggere i mali con questo teatrino....

Il mendicante

27.12.2015 21:32
Tempo fa ho visto un servizio in un programma televisivo in cui una telecamera nascosta riprendeva un mendicante che chiedeva l'elemosina. Era un finto invalido, infatti quando pensava che nessuno lo stesse guardando, si alzava tranquillamente e incominciava a camminare senza problemi. Alla fine...

Morte di una sconosciuta

17.04.2014 03:57
Venerdì mattina è successa una cosa strana, ero in ufficio e subito dopo aver appreso, da una collega questa notizia, mi sono sentito stringere il cuore, la vista mi si è annebbiata e stavano per venirmi le lacrime, avevo la sensazione di avere un mattone in gola che non andava giù. Mi sono...

L'eccellenza dei sapientini

10.01.2014 04:26
        Oggi il TAR ha annullato il voto delle elezioni regionali del 2010 vinte con irregolarità da Cota! Salvini ha dichiarato "E' un attacco alla democrazia" ...ahahah fammi capire, è un attacco alla democrazia annullare elezioni vinte grazie a firme false?...

Benvenuti all'inferno

08.10.2013 05:05
Sempre più spesso, mi accorgo che il mio modo di pensare si allontana molto da quello delle  persone che mi circondano e che frequento. A volte provo a capire i loro ragionamenti, cerco di entrare nei loro panni, quando li sento ripetere sempre gli stessi slogan, ma non ci riesco. Se provo ad...
1 | 2 | 3 >>

Blog

Argentina

15.03.2012 22:13

Questa é una lettera che avevo scritto ad aprile del 2009, a settembre dello stesso anno Argentina é morta, un giorno dopo il suo compleanno. Il mondo corre veloce, la morte di una persona anziana é una cosa normale, naturale e purtroppo é così. Da quel giorno é morta un po' anche una parte di me, uno dei giorni più brutti della mia vita anche se negli ultimi tempi stava molto male e mentre la osservavo nel letto, le stringevo la mano e le parlavo con la mente. Sentivo che stava resistendo per me e per mia madre perché non voleva farci soffrire però avvertivo anche la sua stanchezza e mentalmente le ho detto che se voleva andarsene io avrei cercato di essere forte e non soffrire troppo e poi un bacio, un saluto e una domanda quasi inutile, quasi a voler sentire una risposta che sapevo non veritiera "Come stai?" e lei con un filo di voce, senza riuscire ad aprire gli occhi, la solita risposta "Bene", diceva sempre così anche se non era vero. Poi un brusco risveglio alle sette di mattina e come un presentimento che poco dopo si é trasformato in realtà.

  • Aprile 2009

A volte di notte non riesco a dormire, il silenzio ed il buio mi portano alla mente ricordi, momenti felici, spensierati di tanti anni fa, la vita poi è cambiata, una persona che sembrava forte, coraggiosa, indipendente può trasformarsi completamente ma, anche se vive nella sua realtà, non riconosce nessuno ed è totalmente confusa, sono felice di poterla ancora sentire, di poterla abbracciare. Sto parlando di mia nonna Argentina, una persona speciale alla quale sono molto legato, nata in un lontano settembre del 1920, in un mondo completamente diverso da quello di oggi, a Neviglie, un piccolissimo paese delle Langhe, in una famiglia contadina, in una borgata “righelli” vicino a Mango nella quale tutti, anche se non erano parenti avevano lo stesso cognome : “Rivetti”. Ho deciso di scriverle una lettera per fare ordine nella sua vita, per farle capire quanto sia stata forte e quanto è stata importante la sua esistenza. Dato che la malattia non le permette di ricordare quasi niente ho deciso di raccontarglielo io….

Cara nonna, la tua vita non è mai stata semplice, già da quando eri piccola in campagna con le tue cinque sorelle, non avevi niente ma c’era la felicità dei tuoi giochi fatti di niente, c’era l’affetto delle persone, anni felici che ancora oggi ricordi benissimo, pensi sempre ai luoghi, alle persone che hanno condiviso con te quel periodo, non ti rendi conto che sono passati più di 80 anni, vivi il passato nel presente.
Ricordi belli ma anche tristi di quando hai dovuto lasciare la famiglia e la scuola, dopo le elementari, subito a lavorare a dodici anni ad Asti e a Fossano, al servizio di famiglie facoltose che ti ospitavano ma, certo non ti potevano permettere di avere una vita spensierata che avresti avuto il diritto di vivere a quell’età e invece ogni giorno alle sei eri già sveglia per iniziare a lavorare come un adulto. La cosa che più mi commuove della tua vita è l’adolescenza vissuta in tempo di guerra, posso provare ad immaginarla ma credo che con tutto l’impegno, io possa riuscire a capire solo una minima parte di come sia stata difficile, però avevi l’amore, Giuseppe, volevi sposarlo ma, la patria è venuta a prenderselo e l’ha mandato in Albania al gelo, il duce aveva deciso di mandare a fare la guerra ragazzi completamente impreparati e soprattutto senza l’abbigliamento adeguato per il freddo, molti non sono tornati, altri si ma, mutilati o feriti, o ancora c'é chi come Giuseppe (tuo marito) con le gambe amputate a causa del congelamento. I sogni frantumati dalla guerra, il dolore per una vita che si prospettava ancora più difficile di quanto si sarebbe potuto pensare ma, tu hai continuato a lottare, hai voluto ugualmente quel matrimonio perché il tuo era amore vero. Sei sempre stata vicino a Giuseppe nelle operazioni, quando soffriva, quando il dolore non gli permetteva di dormire e hai fatto tu la parte dell’uomo, con il passare del tempo hai fatto cose che le donne di quel periodo non potevano fare, sei andata a prendere la patente, facevi i turni alla Ferrero e nel tempo libero andavi a fare le pulizie presso le famiglie, hai sempre e solo lavorato, mai uno svago. In ogni caso c’è sempre stata la serenità, hai sempre cercato di non fare pesare questa situazione, non ti sei mai fatta vedere triste dal nonno, e mai lamentata, soprattutto non hai dovuto fingere di essere felice nel matrimonio come hanno dovuto fare molte donne della tua età. Hai trovato ostacoli anche nella famiglia del nonno che non vedeva bene quest'unione ma voi siete andati avanti e non avete ascoltato nessuno, solo il vostro cuore. Questo é amore, mai insulti, violenze, c’era rispetto, raramente qualche incomprensione ma poi tutto si chiariva. Hai perso due figlie subito dopo il parto e hai cresciuto Anna Maria (mia mamma) e poi sono arrivato io. Fin da piccolo tu ed il nonno mi avete sempre coccolato e poi sono cresciuto con voi perché i miei genitori lavoravano, ricordo i pomeriggi spensierati a Rodello, io andavo a fare un giro in bicicletta, tu ogni tanto mi chiamavi dal balcone e poi qualche volta prendevamo insieme il pullman, andavamo ad Alba ai giardini, un giro alla Standa e poi ad aspettare la mamma all’uscita del lavoro, oppure altre volte verso le 18 partivamo da Rodello a piedi e andavamo incontro a tua figlia che usciva da lavorare, quando la trovavamo, salivamo in macchina e rientravamo a casa. Nel 1987, a marzo un brutto giorno il nonno si è sentito male, siamo andati di corsa all’ospedale, era un infarto ma apparentemente non grave, i medici decisero di tenerlo qualche giorno in osservazione; ho ancora il ricordo dell’ultima volta in cui l' ho visto, sono passati più di venti anni ma sembra ieri, tu eri vicino a lui, non lo lasciavi mai, rideva scherzava mi ha salutato e io sono andato a dormire tranquillo, il giorno dopo ho scoperto che era morto dopo un' ora da quando l’avevo visto a causa di un improvviso attacco di cuore. Ricordo poi momenti brutti, soprattutto la tua sofferenza, il dolore che ti ha portato dopo appena un anno alla stessa situazione. Un infarto anche per te, qualche giorno in osservazione ma le cose non miglioravano, sono passate settimane ma poi sei guarita, ricordo la gioia, se ci ripenso mi vengono le lacrime agli occhi, per non farti fare sforzi mio papà ti ha portato in braccio su per le scale e poi c’ero io che ti sgridavo sempre se facevi cose faticose e mi preoccupavo quando stavi male. Dopo otto anni ti sei rotta il femore, anche in quel caso le preoccupazioni sono state molte, per operarti hanno dovuto farti l’anestesia totale e alla tua età, con quello che avevi passato era piuttosto rischioso, ricordo l’attesa quando eri in sala operatoria, la signora che è passata prima di te non ce l’ha fatta e poi sei arrivata tu , era andato tutto bene, ho ringraziato Dio. Poi c’è stata la riabilitazione, hai superato anche questo.
Dopo un po’ di anni ogni tanto iniziavi a confonderti, non ricordavi bene le cose, pian piano la situazione è peggiorata sempre più ma era evidente che si trattava di alzheimer, c’erano momenti nei quali volevi scappare, piangevi disperata perché non trovavi più tua figlia, avevi le allucinazioni, ora é da tre anni che sei a letto, ti sei rotta anche l’altro femore e i medici hanno sconsigliato di operarti. Ti guardo penso a tutto l’amore che mi hai dato che é come quello che ho io pe te, mi hai sempre aiutato, sei sempre stata accanto a me nei momenti difficili, eri un punto di riferimento.Ti scrivo questa lettera perché tutte le cose che ti ho raccontato non te le ricordi più ma, sei tu quella donna forte che ha superato tutte le difficoltà e ora io soffro quando vedo che piangi, che stai male, quando non riesci a dormire e sei agitata, mi fai tenerezza quando canti, quando mi sorridi e mi fai una carezza, ti voglio tanto bene e darei tutto per farti guarire, ma non so cosa fare, tua figlia che tu chiami mamma é sempre con te ma a volte non basta, di questo passo rischia di ammalarsi anche lei e non c’è aiuto da parte delle istituzioni per chi ha in casa un malato di Alzheimer. Ti chiedo scusa se ogni tanto perdo la pazienza, lo stress è grande, vorrei essere un mago e farti guarire, farti tornare come prima.Vorrei avere la macchina del tempo e rivivere i momenti belli, a volte mi sento solo come questa sera, prende il sopravvento lo sconforto, sembra tutto irraggiungibile, sembra inutile lottare, però resisto anche se so che nulla sarà come prima, non c’è una cura per l’alzheimer. Avresti meritato una vecchiaia lunga e serena dopo tutto quello che hai passato, ma non è andata così.

 

  • 2012

Ogni tanto mi viente ancora l'istinto di venire a vedere nella stanza come stai se stai dormento ma, non ci sei più, quando ti sogno il ritorno alla realtà é molto duro. Chissà adesso dove sei, i primi giorni dopo la tua morte ho avvertito molto forte la tua presenza poi qualcosa é cambiato un po', chissà cosa succede quando si ferma il cuore, non riusciremo mai a dare una risposta ma l'unica cose certa é che capiterà a tutti, quelli che hanno molta fede riescono a vivere serenamente questo momento, chi ha dubbi un po' meno. Una parte di te é rimasta con me e una parte di me é venuta via con te.
 

Addio vecchio amico

06.11.2010 02:02

Oggi é un brutto giorno, il mio cagnolino Yoghi ha smesso di vivere, non riesco ancora a crederci, mi sembra impossibile, proprio lui che era così forte ed importante per tutti,era una colonna della famiglia. Mi mancherà tanto,si é portato via un pezzo di me,la gioia e l'entusiasmo che avevo quando é arrivato nel 1997,la felicità di avere per la prima volta un cagnolino, un fratello per Nuvola, anche lei appena arrivata nel'96.Tante persone, animali, cose di quel periodo non ci sono più.Vorrei tornare indietro, rivivere tanti momenti e invece mi ritrovo sempre a pensare al passato con nostalgia quando il tempo ormai é andato.Se penso e parlo di Yoghi mi viene in mente soprattutto la sua allegria, la sua voglia di giocare che non ha mai perso quasi fino alla fine. Mi ricordo le passeggiate,le sue scoperte, la sua curiosità, la sua dolcezza quando voleva farsi coccolare;leggevo la felicità nei suoi occhi quando poteva fare un giro in macchina,metteva la testa fuori dal finestrino e respirava l'aria come un motociclista! Mi mancherà la sua compagnia, la sua allegria capace di strappare un sorriso anche nei momenti più difficili.Un vecchio saggio che ha fatto da papà a tanti gatti e anche agli altri cagnolini arrivati nel corso degli ultimi anni.Attento a proteggere dai malintenzionati i cuccioli, il riccio, la lepre o gli uccellini feriti che cadevano nel giardino o chiunque non stesse bene,un ottimo guardiano fedele ed ubbidiente, un grande amico che mi ha sempre amato non mi ha mai abbandonato e mai giudicato. Aspetto ancora di vederlo arrivare all'improvviso, vorrei ancora poterlo accarezzare ma non sarà più così,non mi verrà più a fare le feste quando ritorno a casa.E'stato bruttissimo vederlo soffrire anche se solo per una sera, ma sentirlo respirare affannosamente e verderlo cadere per la perdita di equilibrio, vedere la sua espressione triste mi ha fatto male. E' brutto essere impotenti davanti alla sofferenza e dopo tutto quello che mi ha dato,da parte mia, penso a quello che avrei ancora voluto dargli io.Non dobbiamo mai dimenticare tutto ciò che ci regalano i cagnolini e in cambio vogliono solo un po' di affetto, i cani sono magici,riescono a fare  quello che neanche gli antidepressivi o i tranquillanti possono risolvere e anche se abbiamo tanti problemi e non abbiamo mai il tempo di fermarci,quando siamo con loro torniamo tutti un po' bambini.

Yoghi ha sempre amato tantissimo l'acqua,per questo avrei voluto portarlo al mare e farlo nuotare ma non ci sono mai riuscito e questo mi spiace veramente tanto.Quando doveva fare il bagno per lui era una festa,guardava con invidia gli altri cani che lo facevano e quando arrivava il suo turno si lasciava fare tutto,rimaneva immobile e si faceva grattare.Neanche l'uomo più ricco e fortunato del mondo era più contento di lui in quei momenti.Basta veramente poco a rendere felici i nostri amici a 4 zampe e pensare che spesso non troviamo neanche un po'di tempo da dedicare loro.Vogliono solo stare con noi,hanno il terrore della solitudine,quello é il loro problema più grande.

La vita andrà avanti anche senza di lui,inizierà presto una nuova settimana,di nuovo al lavoro,con sempre meno tempo per fermarsi a riflettere sulle tante cose belle che non torneranno più,su quello che ogni giorno perdo;costruirò la solita barriera per nascondere i sentimenti,indosserò la solita maschera di normalità, dirò a tutti che va bene, accetterò tante cose che non condivido,dirò cose in cui non credo, farò sforzi che nessuno capirà e per i quali nessuno mi farà i complimenti,insomma tutto sarà e tornerà tristemente normale come tutti vogliono ma questa sera sono immobile,non riesco a fare niente, forse solo in queste occasioni riesco a dare spazio e a sentire quello che ho dentro e non sono in grado di fare passare questa malinconia e questo nodo in gola.Tutto ha una fine ma ogni volta che la morte porta via qualcuno a me caro,oltre al dolore si presenta sempre anche la confusione. Non riesco ad accettare il fatto di non poterlo vedere più, di non sentirlo più e mi chiedo chissà cosa succederà dopo? Mi piace pensare che le persone o gli animali che non ci sono più siano sempre con  me anche se non li vedo e mi proteggano, ma non sempre riesco a crederci e quando non ci credo, mi chiedo qual é lo scopo della vita e siccome non sono in grado di rispondere provo solo una grande solitudine mentre avrei bisogno di un aiuto. Provo un disagio che non riesco a descrivere con le parole,vorrei solo addormentarmi ma il sonno non arriva, anche se la notte scorsa non ho praticamente dormito per niente. L'ambiente che mi circonda non mi viene in aiuto, questa é solo una tipica grigia giornata autunnale,solo nebbia,umidità,fango e foglie morte,solo la vita di un essere caro che se ne va,é tutto normale,é tutto spiegabile,solo il mio dolore,solo un sentimento. Vorrei che Yoghi fosse qui per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto per me e potergli fare capire quanto gli voglio bene.

 

Scene da un matrimonio

31.03.2009 03:04

E’ arrivata la primavera, ogni anno a partire da questo periodo, fino all’estate, ci sono sempre persone che conosco o parenti che si sposano. Io, purtroppo ho un carattere un po’ brutto, se una cosa non mi interessa, non riesco a nascondere la mia indifferenza e ogni volta quando i futuri sposi sono intenti a programmare “il giorno più bello della loro vita”, per buona educazione fingono di chiedermi consigli su come potrebbero preparare la cerimonia, il pranzo, i vestiti, la bomboniera, vogliono sapere il mio parere su chi invitare e chi no,ma io mi chiedo…ma per chi mi avete preso? Non sono mica Davide Mengacci dei tempi di scene da un matrimonio. Mentre mi fanno queste domande io penso già a quale scusa posso trovare per non partecipare!  Non è per non fare il regalo, (anche se poi ogni volta ci sono critiche del tipo “poteva fare di più”) non è una questione economica, il regalo è l’ultimo dei problemi, quello che mi chiedo è ma perché devo avere ogni anno questa condanna? Per spiegare bene come mai ho questa repulsione nei confronti dei matrimoni, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo negli squallidi anni '80, quando avevo meno di 10 anni e quasi ogni domenica dovevo andare al matrimonio di un parente per me sconosciuto e passare una giornata orribile in un posto in cui c’era solo una cugina della mia età che a differenza di me era perfetta, era brava, andava bene a scuola era un esempio da ammirare e seguire. La prima fase della giornata era caratterizzata dai preparativi, la vestizione, e l’arrivo all’abitazione degli sposi…forse il momento peggiore della giornata insieme alla partenza perché per trenta minuti circa all’arrivo e altri trenta prima della partenza si svolgevano i saluti caratterizzati da una serie che pareva infinita di baci a destra e sinistra a parenti, pseudo parenti, amici dei parenti mai visti, quasi tutti perfetti sconosciuti che ti accoglievano come il migliore amico di sempre, ancora trenta minuti per rispondere a domande standard inutili sempre uguali e cioè prima di tutto? “Ma sei Corrado? Quanto sei cresciuto non ti riconoscevo più, quanti anni hai? Che classe fai? Ti piace andare a scuola? Hai la morosetta?” … poi si andava in Chiesa e questo era il momento più bello perché potevo stare tranquillo da solo senza domande, senza far finta di divertirmi. Poi, un'altra fase molto pesante…il pranzo. Una mega sala con tavolate lunghissime, io finivo sempre vicino a qualche rompiballe. Dopo un’ estenuante attesa, si cominciava con gli antipasti che odio, li eliminerei ancora adesso dai pranzi e invece già allora non finivano mai, 6-7…e il mio vicino iniziava a chiedere giustificazioni, “Corrado come mai non mangi? Non ti piace? Non sei di molte parole” Poi finalmente arrivava il primo e si cominciava con i soliti riti, le posate contro le bottiglie, "bacio, bacio", il taglio della cravatta,  l’alcool iniziava a fare effetto nei commensali, il tono delle voci era sempre più alto, la mia testa iniziava a fare male. Ricordo anche una volta qualcuno che aveva invitato un’orchestra liscio e tutti avevano iniziato a ballare, una vera tortura. Gli sposi ogni tanto durante il pranzo facevano dei blitz a sorpresa per vedere se andava tutto bene, se ci stavamo divertendo, quante volte avrei voluto dire la verità, che non me ne fregava niente di loro, del loro matrimonio, del pranzo e di tutto ma non l’ho mai fatto.
C’era sempre qualcuno che filmava tutto, temibilissimo perché significava un invito sicuro per il futuro a vedere pallosissime diapositive o un soporifero video-tape pastoso in vhs. Non riesco a credere che voi pensiate veramente che a qualcuno freghi qualcosa delle vostre foto del giorno delle nozze! Non avete fatto niente di speciale!
Questi matrimoni spesso non hanno avuto un lieto fine e sono terminati presto come finiscono nel 90% dei casi, all’inizio sembra tutto bello ma poi, dopo un po’ diventa difficile sopportare i difetti del compagno o della compagna ogni giorno. Lui inizia a bere, trascura la famiglia, magari trova
 l' amante, pensa solo più al calcio, lei ha altri interessi, pensa all’apparenza, trova l'amante anche lei e si va avanti così fino al divorzio, dopo aver speso un capitale per il matrimonio per il viaggio di nozze. Conosco una signora, già divorziata da anni che paga ancora il mutuo per "il giorno più bello della sua vita" e dopo di conseguenza ci saranno le spese degli avvocati, una vita passata a pagare. Se ci sono poi i figli saranno infelici e usati come arma di ricatto e questa sarebbe la vita normale che le persone dovrebbero fare. Se c’è l’amore non penso che sia il caso di mettere in scena tutta questa farsa, soprattutto non vedo perché ci debba essere questa necessità di coinvolgere parenti o amici ai quali non interessa. Vi prego quest’anno non invitatemi, vi faccio tanti auguri spero che viviate felici e contenti, rispetto le vostre scelte e voi cercate di capire il mio difficile carattere!
 

<< 1 | 2 | 3